Le donne nella Bibbia e nella Commedia: Cenni. Le donne in Daniele Albatici
Daniele Albatici
 Le donne nella Bibbia e nella Commedia: Cenni. Le donne in Daniele Albatici

Le donne nella Bibbia e nella Commedia: Cenni. Le donne in Daniele Albatici

INTRODUZIONE ALLA MOSTRA

“La Divina Parola” Immagini

Mostra di Daniele Albatici

Ravenna 2013

 

A cura del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna

 

Le donne nella Bibbia e nella Commedia: Cenni. Le donne in Daniele Albatici

 

La galleria di Albatici privilegia la Prima cantica: 15 quadri raffigurano personaggi o scene infernali quattro il Purgatorio e 10 il Paradiso, nonché disegni 33 in tutto, dunque.

Ovviamente la scena di apertura non poteva che aprirsi con la “selva”, un intreccio, un oscuro groviglio di alberi, arbusti, a significare la confusione etica e mentale di Dante e di ciascuno di noi, insomma un inferno di situazioni personali e dell’intera umanità. Ad introdurci in questo labirinto la figura di Caronte di memoria virgiliana, il traghettatore inflessibile ci traghetta verso quel mondo senza ritorno, un mondo di peccato irredento e sempre, eternamente e irrimediabilmente, fisso, nell’attimo senza tempo.

NB - Troppi tuttavia sarebbero i temi e i personaggi presenti nella galleria del pittore; allora trascelgo un tema specifico: La donna e le donne, con una premessa biblica e della Commedia.

Le Donne[1]Nella Divina Commedia – un breve cenno.

Nella Commedia troviamo donne della sacra Scrittura, del mito, della classicità; donne protagoniste, donne evocate e donne metaforiche. Sparse nelle tre cantiche:

Inferno:  Le tre donne deI canto, la Vergine, Lucia e Beatrice; poi la Fortuna, le tre Furie, le Arpie; la vergine-eroina Camilla, Manto e le indovine, Taidè, Mirra; la moglie di Putifarre; Francesca da Rimini e le donne-amanti (V canto).

Purgatorio: le donne del Paradiso terrestre, Matelda, Lia e Rachele; Costanza, (figlia di Manfredi), Giovanna (moglie di Bonconte da Montefeltro), Giovanna Visconti e Beatrice d’Este (rispettivamente figlia e moglie di Nino Visconti), Alagia (nipote di Adriano V), Nella e le donne fiorentine (la moglie di Forese Donati),  Pia de’ Tolomei, Sapia di Siena, Gentucca di Lucca; la “Femmina Balba”, la “puttana sciolta”.

Paradiso: Piccarda Donati e Costanza d’Altavilla, Cunizza da Romano - Donne evocate: Raab

Le donne di Daniele Albatici 

  1. Onore alla Vergine, che compare sia all’inizio che alla fine della Commedia, qui con tre immagini (l’attesa, la Madonna greca, la personale devozione di Dante verso la “Rosa mystica”), Pd XXIII);
  2. Francesca da Rimini, nel primo cerchio dell’Inferno, fra i peccator carnali, If canto V;
  3. Nella seconda bolgia infernale sono colpiti maghi e indovini, Manto soprattutto, la fondatrice di Mantova che campeggia al centro del disegno: e dunque un omaggio a Virgilio, If Canto XX;
  4. Nell’Anti-purgatorio, Pia de’ Tolomei, fra i “per forza morti” morti di morte violenta (Pg Canto V);
  5. La Samaritana, simbolo della sete di sapere, Pg Canto XXI;
  6. L’adultera, a rappresentare Raab e Cunizza da Romano.

Vediamole in ordine di apparizione nella Commedia:

  1. Paolo e Francesca – Inferno   Canto V, 139-14e: Paolo e Francesca

Mentre che l’uno spirto questo disse,/ l’altro piangea; sì che di pietade/ io venni men così com’io morisse./ 

E caddi come corpo morto cade.

Siamo subito confrontati con il peccato più comune, universale, quello del sesso, ma diremmo meglio, quello dell’amore passionale, adultero, ma autentico: quel legame li unisce eternamente, significate da quell’intreccio delle dita destinate a durare nell’attimo eterno: mai pittura ha reso appunto questo attimo fisso per sempre, senza moto, perché senza tempo. La cosa strana in Dante è che tale legame nulla ha di odio a causa della comune dannazione, ma anche sul loro volto perdura quella tenerezza, significata dalla partecipazione di Paolo alle parole di Francesca: troppo anche per Dante, al punto di venir meno al cospetto di tante e tali emozioni. Certamente Conosceva Dante la storia dell’inganno: le fu presentato Paolo e scoprì poi che lo sposo era il deforme Gianciotto.

  1. Inferno   Canto XX, 10-24 - Manto, certo in omaggio a Virgilio, quanta pietà e commiserazione, suscita in Dante questa pena, questo volto capovolto che riversa le umane lacrime “per lo fesso”.

Come 'l viso mi scese in lor più basso,/ mirabilmente apparve esser travolto/ ciascun tra 'l mento e 'l principio del casso; - ché da le reni era tornato 'l volto/ e in dietro venir li convenia,/ perché 'l veder dinanzi era lor tolto./ quando la nostra immagine di presso/ vidi sì torta, che ‘l pianto de li occhi/ le natiche bagnava per lo fesso - Matita su carta

  1. Pia de’ Tolomei - PURGATORIO   Canto V, 130-111136  -

Deh, quando tu sarai tornato al mondo,/ e riposato de la lunga via/ ricorditi di me che son la Pia;/ Siena mi fe’, disfecemi Maremma:/ salsi colui che ‘nnanellata pria/ disposando m’avea con la sua gemma”.  

Pochi versi, ma di una intensità grande, se paragonati alla calca intorno a Dante

Noi fummo tutti già per forza morti;  Olio su tela - cm 50 x 70

  1.  La Samaritana (Gv 4, 1-30), Purgatorio - Canto XXI, 1-3:

La sete natural che mai non sazia/ se non con l'acqua onde la femminetta/ samaritana domandò la grazia,/ mi travagliava, e pungeami la fretta/ per la 'mpacciata via dietro al mio duca,

Intenso e alto valore simbolico, che rimanda al Convivio: la sete di sapere, se si vuole la curiositas, di Dante e della sua epoca, il suo ritegno in rapporto alle frequenti e trattenute domande alle due guide, Virgilio e Beatrice e alla fine anche a S. Bernardo, oltre che ai tanti protagonisti via via incontrati nella Commedia. Sin dal terzo canto dell’Inferno Dante comincia a chiedere a Virgilio, che per la verità lo richiama ad avere un po’ di pazienza: avvertimento che rende Dante assai prudente nelle richieste di spiegazioni; con Beatrice poi, prima di parlare ne chiede l’assenso. - L’immagine plastica di questo suo ansioso stato d’animo Dante lo rende la figura del cicognino (Pg 10-12):

E quale il cicognin che leva l’ala/ per voglia di volare, e non s’attenta/d’abbandonar lo nido, e giù la cala

  1. L'adultera – o prostitute o amanti…

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”  - (Giovanni 8, 1-11)

L’adultera. Il pittore coglie l’attimo fra l’alterco con i Giudei e il successivo dialogo di Gesù con la donna: lo evidenzia lo sguardo di lei come in attesa del suo giudizio, che tarda perché lo scrive in terra; arguiamo che abbia tracciato le malefatte dei giudici pronti alla lapidazione, come si evidenzia dal mucchio di sassi, lì per lapidare la sventurata, lei colpevole ma non l’adultero-compagno.

Lc 7, 36-50Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città...:: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato; quello a cui si perdona poco, ama poco». Poi: «Ti sono perdonati i tuoi peccati»…  Brano di estrazione evangelica, non è nella lettera della Commedia, ma è nello spirito della Commedia: la collocheremmo idealmente nel Purgatorio: qualcuno ha interceduto per lei, lo stesso Cristo, dovrebbe purificare qualche inevitabile scoria: a pensare alla invidiosa Sapìa di Siena, nonostante l’orribile e blasfema sfida a Dio è salva per le preghiere di Pettinaio, ora è nella seconda cornice dal basso, ad espiare le scorie del suo peccato, molto più grave di quello dell’adultera, potremmo così collocarla nell’ultima cornice, quella dei “peccator carnali”, il meno grave di tutte le specie dei peccati, come insegna la Commedia. Ma…  perché non in Paradiso? Davvero l’adultera non c’è nella Commedia? Ma, dove sono Raab la prostituta di estrazione biblica, e la scostumata Cunizza da Romano? Entrambe al canto IX!

Cunizza da Romano: “Cunizza fui chiamata e qui refulgo/ perché mi vinse il lume d’esta stella;/ ma lietamente a me medesma indulgo/ la cagion di mia sorte, e non mi noia/ che parrìa forse forte al vostro vulgo”. Raab: “… là entro si tranquilla/ Raab, pria ch’altr’alma/ del triunfo di Cristo fu assunta”.

  1. A - La Madonna greca - omaggio del pittore alla città di Ravenna - Paradiso XXI, 121-123 – come del resto la pineta di Ravenna nel Paradiso terrestre: In quel loco fu' io Pietro Damiano/ e Pietro Peccator fu' ne la casa/ di Nostra Donna in sul Lito Adriano.6 B - Paradiso   Canto XXIII, 88-89 Il nome del bel fior ch’io sempre invoco - e mane e sera… - Dante  auctor, biografia dunque.  6 C - Il suo “Fiat” - Il suo “Adveniat” cambierà la storia dell’umanità.

 

Ravenna, 1 aprile 2013                                                                                                            Padre Alberto Casalboni

 

(Frate Francescano dell’Ordine dei Cappuccini,

fa pubbliche letture settimanali della Divina Commedia a Ravenna)

 



[1] La teologa Tea Frigerio[1] (insegnante di Sacra Scrittura e membro del centro studi biblici del Parà) in - Sfida al patriarcato – lettura femminista del libro di Rut, EMI, Bologna, 2011: nella Bibbia ebraica compaiono 1426 nomi di persona, 1315 sono maschi e solo 111 donne, corrispondenti al 9%: le donne poi sono presentate in coppie fra loro antagoniste o comunque posizionate dall’agiografo l’una di fronte all’altra in un rapporto triangolare con il medesimo uomo: Sara e Agar in rapporto ad Abramo, Lia e Rachele in rapporto a Giacobbe, Anna e Peninna in rapporto al giudice Elkana; e, nel Nuovo Testamento, Marta e Maria di fronte a Gesù… fanno appunto eccezione Rut e Noemi….



Padre Alberto Casalboni (Frate Francescano dell’Ordine dei Cappuccini, fa pubbliche letture settimanali della Divina Commedia a Ravenna) – Introduzione a “La Divina Parola” Immagini - Mostra di Daniele Albatici Ravenna 2013


Una testimonianza per Albatici ( per cognome, come usa ed usava la mia generazione)  (Giuliano Babini - Ravenna, febbraio 2011 )

Da una lettera personale  (Padre Bernardino Cozzarini, Monaco Camaldolese - Camaldoli 15-3-2010 )

Da una pubblicazione di Flavio Montelli  (Flavio Montelli - Ravenna 2006 )

Daniele Albatici  (Marco Vallicelli - Forlì, novembre 2011 )

La “novità” pittorica di Daniele Albatici  (Vittoria Palazzo - Milano 1981 )

“La Divina Parola” Immagini  (Franco Gabici - Ravenna, 2013 )

“La Divina Parola” Immagini  (Padre Alberto Casalboni (Frate Francescano dell’Ordine dei Cappuccini, fa pubbliche letture settimanali della Divina Commedia a Ravenna) - Il Risveglio del 25-4-2013, Ravenna )

Le donne nella Bibbia e nella Commedia: Cenni. Le donne in Daniele Albatici  (Padre Alberto Casalboni (Frate Francescano dell’Ordine dei Cappuccini, fa pubbliche letture settimanali della Divina Commedia a Ravenna) – Introduzione a “La Divina Parola” Immagini - Mostra di Daniele Albatici Ravenna 2013 )

Chi è costui che sanza morte va per lo regno de la morta gente?  (Inferno, canto 8, versi 84-85 )

La Divina Parola  (Oscar Bandini )

Daniele Albatici, un artista tra Realtà e Fantasia.  (Introduzione di Franz Dudenhöffer, Direttore della Städt. Galerie Speyer )


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